La realtà virtuale fa luce sul ruolo dell’ippocampo per la memoria

25

Mag

La realtà virtuale fa luce sul ruolo dell’ippocampo per la memoria

I ricercatori stanno usando la realtà virtuale per comprendere meglio il ruolo che l’ippocampo gioca nella memoria spaziale ed episodica e ottenere così nuove informazioni su come differenti aree del cervello compongono i ricordi in certe situazioni.

 

In uno studio pubblicato sulla rivista Nature Communications un gruppo di ricercatori dell’Università di California han usato un ambiente di realtà virtuale per testare i soggetti partecipanti alla ricerca. I ricercatori hanno anche dimostrato come nel corso dell’esperimento diverse aree dell’ippocampo erano state attivate in associazione a differenti tipi di memoria.

 

Realtà virtuale: la ricerca

Per lo studio sono state create, in un ambiente virtuale, delle case in 3D. I partecipanti hanno guardato una serie di video in cui entravano prima in una casa, poi in un’altra. In ciascun video diversi oggetti erano posizionati all’interno della casa. I partecipanti hanno dovuto memorizzare gli oggetti presenti nei due contesti: in quale video (memoria episodica) e in quale casa (memoria spaziale).

Nella seconda fase dello studio ai soggetti è stato chiesto di ricordare gli oggetti mentre erano sottoposti ad una risonanza magnetica funzionale (fMRI).

 

I risultati dello studio

Quando è stato loro chiesto di ripensare agli oggetti, le informazioni di contesto si sono subito attivate in modo spontaneo.

Inoltre, diverse regioni dell’ippocampo si sono attivate a seconda dei diversi tipi di informazione ricordati:

  • l’area CA1 è associata alla rappresentazione di informazioni condivise del contesto (esempio: oggetti che erano nello stesso video);
  • un’altra area specifica è invece collegata alla rappresentazione delle differenze nel contesto.

 

La realtà virtuale ha consentito di portare avanti esperimenti sulla memoria episodica in condizioni controllate di laboratorio” ha affermato la ricercatrice Dimsdale-Zucker.

 

Una migliore comprensione di come le memorie si formano, si conservano e vengono richiamate può eventualmente portare a diagnosi precoci e trattamenti migliori per coloro che soffrono di problemi di memoria legati all’invecchiamento o a malattie degenerative.     

 

Fonti:

CA1 and CA3 differentially support spontaneous retrieval of episodic contexts within human hippocampal subfields » https://www.nature.com/articles/s41467-017-02752-1

VR illuminates role of hippocampus in memory study » https://www.biocompare.com/Life-Science-News/346623-VR-Illuminates-Role-of-Hippocampus-in-Memory-Study/