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Sperimentazioni tossicologiche, la coltura della pelle apre nuove frontiere

Argomento controverso da decenni è l’utilizzo degli animali per le sperimentazioni tossicologiche dei prodotti farmaceutici e cosmetici. Ecco perché lo sviluppo di alternative in vitro è stato un obiettivo costante per molti ricercatori.

 

Creare un’impalcatura tissutale che si comporti allo stesso modo della pelle umana è tutt’altro che semplice. Nonostante la complessità del progetto (lato sviluppo e lato “prodotto”) una nuova tecnica ha permesso la coltivazione in laboratorio di una pelle correttamente strutturata.

 

Tra gli obiettivi che i ricercatori si sono dati nella creazione della coltura della pelle ritroviamo:

  • ottenere risultati affidabili e riproducibili
  • rendere scalabili le operazioni
  • raggiungere un rendimento elevato in rapidi tempi di produzione
  • mantenere integrità nel tempo

Addio alle sperimentazioni sugli animali!

Nel 2018 Sriram e i suoi collaboratori, riconosciuti i limiti dei sistemi di coltura tradizionali, hanno sviluppato un organo-su-chip microfluidico, una combinazione vincente di una matrice dermica a base di fibrina e un chip a base termoplastica, su cui è stato costruito l’equivalente cutaneo.

 

Tra gli strumenti utilizzati nella creazione della coltura dermica equivalente annoveriamo la pompa peristaltica Ismatec® IPC-N e le tubazioni Tygon®.

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La pelle si fa chip

Sriram e collaboratori hanno potuto constatare il successo del loro operato. Infatti, la combinazione tra la matrice dermica utilizzata e il sistema organo-su-chip ha consentito di ottenere un equivalente della pelle, di cui sono state riprodotte tutte le funzioni.

 

I risultati dello studio

È stato dimostrato che lo sviluppo fluidicamente controllato della “pelle” consente la morfogenesi e la differenziazione delle cellule dermiche, mentre l’uso del sistema organo-su-chip è ideale per testare direttamente l‘integrità e la permeabilità.

 

Inoltre, l’utilizzo di questo nuovo sistema di coltura è scalabile, con il potenziale per un’elevata produttività attraverso l’automazione della coltura e dei test.

 

Dei risultati, questi, che denotano un ulteriore progresso fatto dalla ricerca nella riduzione dei test sugli animali.

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